La crisi economica e la ridotta capacità di risparmio delle famiglie, insieme all’incertezza sul futuro e all’eccessiva pressione fiscale, sopratutto quella specifica sul settore con l’introduzione dell’Imu, hanno portato ad uno stallo del mercato immobiliare dal quale per il momento non sembra ora di uscire.

Gli ultimi dati sul terzo trimestre del 2012 danno una chiara fotografia di come stia soffrendo questo settore, ed inoltre se confermati su base annua riporterebbero il livello delle transazioni sulla fetta residenziale indietro di più di 20 anni.

Ma allora non è possibile uscire da questo brutto momento? Secondo due docenti dell’università di Bologna, Carlo D’Adda e Paolo Bosi, invertire questo andamento negativo sarebbe possibile tramite una politica di incentivazione fiscale atta ad incrementare gli investimenti delle famiglie, nel settore.

Praticamente si tratterebbe di dare la possibilità al contribuente di portare in detrazione sul reddito il 50% delle spese sostenute a fronte di acquisto dell’immobile e ristrutturazione dello stesso.

Secondo Prometeia, società che studia l’andamento dell’economia sia a livello italiano che internazionale, un’agevolazione del genere porterebbe benefici sia in termini di Pil che di posti di lavoro creati.

Si parla di una crescita che vedrebbe il prodotto interno lordo aumentare di 1/4 di punto percentuale il primo anno, 1/2 di punto il secondo anno e 1/3 per il biennio a venire, mentre a livello occupazionale i posti di lavoro creati sarebbero 65 mila circa.

Tale incentivo potrebbe poi essere applicato anche ad altri settori, quali l’edilizia e le attività di agricoltura e rimboschimento. Per la lettura dell’intero documento recatevi a questo indirizzo.

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