Secondo un recente sondaggio svolto da “Near zero” la convenienza dei moduli fotovoltaici, e la loro capacità produttiva, sono destinate a lungo andare ad aumentare eliminado il dislivello ancora oggi presente tra l’utilizzo di fonti rinnovabili e di quelle fossili, denominato Grid Parity. Si parla, secondo un’altro studio effettuato da McKinsey & Company, del costo di un’impianto “tipo” che calerà del 40% entro il 2015 e ancora del 30% fino al 2020.

Di contro ovviamente all’aumentare del rendimento di detti impianti ed al minore costo degli stessi, ci sarà una riduzione degli incentivi come già sta avvenedno in Italia; va detto però che nel 2012 se pur sono stati ridotti drasticamente il mercato tiene bene anche in considerazione della crisi economica generale che certamente non aiuta; per fine anno si prevedono circa 4 GW di nuovo installato.

Tornando al discorso della Grid Parity, speghiamo in poche parole di cosa si tratta; con questo termine si indica il pareggio tra costo dell’energia prodotta da fonti fossili, gas petrolio carbone, e quello da fonti rinnovabili, sole vento e acqua. Quando sarà raggiunto questo livello, gli incentivi non avranno più ragione di esistere e pertanto il settore potrà continuare la sua evoluzione senza dipendere dallo stato che già in passato ha cambiato le carte in tavola mettendo in difficoltà molteplici aziende che avevano investito.

Si ricordi, a questo proposito, la storia del “Decreto rinnovabili” di poco più di un’anno fa, onda cavalcata dal governo Berlusconi anche in funzione di un’ipotetico ritorno al nucleare e di tutto il relativo lucro che il contesto avrebbe portato nelle tasche dei soliti petrolieri e non solo.

In conclusione il fattore fondamentale sta nel fatto che una volta raggiunto questo punto di parità, non rimarrà che sostituire le tecnologie che trasformano le fonti in energia; tali tecnologie potranno essere applicate non solo sulle abitazioni, o sugli edifici in generale, ma anche su mezzi di trasporto come biciclette, e magari in futuro anche su treni e quant’altro.

Moltissime quindi le applicazioni, per non parlare dei benefici sull’ambiente, a partire anche da quella che potrebbe vedere la costruzione di edifici che producano più energia di quanta ne consumano con evidenti vantaggi per esempio anche riguardanti la possibilità di affitare tali alloggi a canoni bassi per dare una soluzione al problema abitativo, che proprio in questi giorni ha necessitato di un’ulteriore proroga degli sfratti.