La crisi e la recessione economica stanno devastando il settore dei finanziamenti sia ipotecari che al consumo, secondo gli ultimi dati Istat e Crif il calo c’è ed è drammatico, siamo praticamente, per quanto riguarda le finalità pertinenti agli immobili residenziali, come acquisto ristrutturazione o anche surroga, su volumi che caratterizzano un mercato dimezzato rispetto solo a dodici mesi fa.

Molte sono le concause che possono spiegare tale situazione, nell’ambito della quale comunque vi è sempre una cospicua fetta di soggetti che hanno stipulato il prestito, si pensi che solo nel secondo trimestre del 2012 sono state effettuate circa 70 mila operazioni; si va dal continuo impoverimento dei nuclei famigliare derivante dalla maggiore pressione fiscale, fino ad arrivare alle politiche stringenti degli istituti, così prudenti che riuscire ad ottenere una delibera è diventato quasi utopia.

Quello che in parole povere rende il mutuo così difficile, è ancora la mancanza, o la troppo poca, fiducia che i mercati ripongono in noi, e che di conseguenza si traduce in grosse difficoltà per gli istituti nell’eseguire la raccolta di denaro necessaria alle operazioni di credito, a famiglie ed imprese.

Per il 2013 saranno due gli aspetti fondamentali che potranno dare luogo o ad un miglioramento, e speriamo più netto possibile, o ad un peggioramento delle condizioni sia generali che dello specifico comparto; si tratta in primo luogo del contesto internazionale in Europa, che non ci scordiamo a parte tre quattro nazioni, sta soffrendo proprio come noi se non peggio, vedi Grecia, quindi sarà di fondamentale importanza che anche altri paesi con piani di risanamento avviati continuino nella giusta direzione, onde evitare ulteriori attacchi e relativi contagi.

In secondo luogo, e inerente alla nostra piccola nazione, molto dipenderà dal fattore politico e dalle elezioni che dovranno tenersi a febbraio, e in particolar modo dall’opinione che i mercati si faranno dell’eventuale coalizione che avrà luogo; una cosa è certa quello che sicuramente non serverirebbe è Berlusconi che parla di spread imbroglio.

In definitiva per l’anno nuovo potrebbe migliorare la situazione di contesto generale, ma certamente non le condizioni di credito al dettaglio, se non in modo comunque non molto significativo; gli istituti italiani attualmente si stanno orientando su altri prodotti per guadagnare, come conti deposito, e non so se avete notato le decine di pubblicità che ci sono in giro da mesi, e obbilgazioni garantite.

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