Dall’ultimo rapporto emesso ieri da Crif Assofin e Prometeia viene confermato il drammatico calo che si registra in Italia nei primi nove mesi del 2012 sul mercato dei finanziamenti ipotecari per la casa, per il quale non si intarvedono spiragli di ripresa prima del 2014.

In questa trentatreesima edizione dell’osservatorio si registra un’ulteriore rallentamento dei prestiti alle famiglie, non solo in termini di credito ipotecario ma anche riguardante il settore del consumo, segni evidenti questi di come stia aumentando la delicatezza dei bilanci famigliari e di quanto l’incertezza nel futuro e la situazione occupazionale del paese stiano pesando su una crisi che morde ancora ferocemente.

Se si considerano poi le politiche di credito che stanno rendendo l’offerta di prodotti quanto mai selettiva, e la timidezza con la quale famiglie ed imprese si accostano al settore, è facile comprendere il contesto di recessione generale nel quale attualmente ci troviamo.

Il ribasso sui mutui immobiliari non era stato mai così consolidato, confermando con maggiore decisione il trend di contrazione iniziato ormai a metà del 2011, al quale corrisponde anche una netta diminuzione delle compravendite scese anch’esse del 27% sempre relativamente allo stesso periodo dei dati su detti; complici di questo contesto i tassi d’interesse non proprio convenienti ma anche la maggiore pressione fiscale sugli immobili derivante dall’introduzione dell’Imu.

Continuano ad essere contenuti anche i loan to value, cioè il rapporto tra somma erogata e valore dell’immobile, su una media del 60% circa, e scendono anche gli importo richiesti a quota 123 mila euro contro i 10 in più dell’anno passato; rimangono invece sostanzialemnte stabili le durate dei piani d’ammortamento che registrano per il 41% del totale una durata di oltre 26 anni.

Per quanto riguarda invece le tipologie di contratto crescono maggiormente i prodotti a tasso fisso o misto, anche questo segno evidente di come, nonostante gli inferiori interessi che si potrebbero pagare sul variabile, sia ancora l’incertezza nel futuro a dettare legge, facendo orientare i mutuatari su soluzioni che mettono totalmente o parzialmente al riparo da ventuali e repentini rialzi dei tassi; rimangono comunque al 51% le erogazioni di finanziamenti indicizzati puri in base euribor.

Le previsioni più probabili danno, per il futuro biennio 2013-2014, una situazione sostanzialmente invariata (crescita moderata nell’ordine dell’1% annuo), con politiche di offerta del credito ancora selettive derivanti in parte anche dai criteri di patrimonilaizzazione imposti dall’Eba, e famiglie restie ad invenstire causa riduzione del reddito disponibile.

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