Quando si parla di agevolazione fiscale per l’acquisto della prima casa tutti ricercano il cavillo o la motivazione per fruirene, in quanto gli sconti sulle imposte di registro, ipotecarie e catastali, sono piuttosto cospicue.

Tra le molteplici ragioni a fronti delle quali è possibile fruire di tael agevolazione vi è anche quella riguardante l’ubicazione del posto di lavoro; praticamente la norma di base dice che una volta acquistato l’immobile con l’agevolazione il proprietario a 18 mesi di tempo per trasferire la residenza nella medesima abitazione pena la perdita dell’agevolazione ed il relativo pagamento della differenza più le sanzioni.

Ma nel caso in cui il contribuente abbia la sede lavorativa nello stesso comune nel quale insiste l’immobile acquistato con agevolazione, allora il requisito della residenza abitativa nell’immobile non è più indispensabile.

Proprio su quest’ultimo aspetto va tenuto conto di una recente sentenza di cassazione, la 21730 del 4 dicembre scorso, che in merito alla faccenda, e respingendo l’istanza del contribuente, precisa che, per fruire dell’agevolazione nel caso di cui sopra e senza trsferire la residenza nei termini predetti, è necessario che nel rogito venga riportato, e dimostarto con relativa documentazione attestante i requisiti, il fatto che l’acquirente lavora nello stesso comune di appartenenza dell’immobile.

Quindi morale della favola, se intendete acquistare una casa fruendo dell’agevolazione con la “scusa” del posto di lavoro nello stesso comune, ricordatevi che va indicato per iscritto nell’atto di compravendita.

bilancia_300p250_MOL