Tutti sappiamo quanto sia ormai importante il basso impatto ambientale nelle costruzioni, a partire da come vengono realizzate in termini di materiali utilizzati, finendo su come vengono gestite, ed in questo caso parliamo di riscaldamento e raffrescamento.

Si tratta della geotermia a bassa entalpia, tecnologia che sfrutta attraverso una pompa di calore, la differenza di temperatura tra il sottosuolo e la superficie (in grandi linee), ma non è questo che c’interessa, quanto quello che si sta delineando all’orizzonte dopo la recente amanazione del documento di Strategia Energetica Nazionale contenente anche il Conto Energia Termico.

Da come si sono messe oggi le cose sono tutti molto delusi da tale stesura, a partire dal Consiglio Nazionale del Geologi, ovviamente a favore del geotermico di cui sopra, che a dirla tutta è stato giudicato come la migliore tecnologia per il condizionamento sotto tutti i punti di vista non solo quello ambientale, in quanto gli incentivi previsti sono di molto inferiori a quel 40% vociferato, ed anzi sembrerebbe che non si superi il 10% solo per la sostituzione degli impianti esistenti, ma nulla per quelli nelle nuove abitazioni.

Questa tecnologia, se meritocraticamente incentivata, oltre a migliorare le condizioni del pianeta, e quindi della nostra vita, porterebbe anche un’incremento, in questo periodo veramente necessario, in termini di economia reale attraverso una maggiore occupazione derivante proprio dalla produzione delle pompe di calore necessarie al funzionamento.

Ci si aspettano grosse modifiche da parte della Conferenza Stato Regioni.