Secondo un recente report emesso dal noto broker Mutui.it il trend a ribasso che vede diminuire l’erogato medio concesso dalle banche ai mutuatari, non accenna ad invertire la rotta ed infatti negli ultimi sei mesi si registra un’ulteriore diminuzione.

Se nel maggio del 2012 la somma media finanziata era di 121 mila euro, ad ottobre scende ancora fino a 116 mila, aumentando la differenza che già esisteva tra l’importo richiesto e quello effettivamente deliberato, che ad ottobre sale di cinque punti fino all’11%.

Nonostante tale riduzione il mercato immobiliare e le relative quotazioni non sembrano voler seguire questo trend, ed infatti non sono molto consistenti, per lo meno non come quelli pertinenti ai mutui, i ribassi che si notano sui prezzi d’acquisto.

Attualmente siamo in una situazione che vede il potenziale acquirente dover finanziare circa il 50% dell’operazione di tasca propria, un’utopia per la quasi totalità dei cittadini che vedono invece la loro capacità di risparmio sempre più minata dal lavoro saltuario e dalle tasse che aumentano.

Per quanto riguarda le persone che si possono permettere anche oggi di prendere il mutuo, la maggior parte del pubblico si orienta verso il tasso variabile, molto più conveniente del fisso; parliamo di una differenza piuttosto cospicua, circa il 2% considerati gli attuali livelli dell’euribor, parametro che regola i prodotti variabili più venduti in Italia.

Se per esempio prendessimo come riferimento Cariparma immaginando di richiedere un’importo di 130 mila euro da restituire in 20 anni, con loan to value del 60%, la differenza sulla rata sarebbe oggi di circa 167 euro, rispettivamente 733 al tasso variabile e 900 quello fisso.

Certo il mutuo è un’impegno che dura nel tempo e non si può pensare di stipulare un determinato tipo di contratto solo perchè nell’immediato è più conveniente, infatti quando si parla di mutui indicizzati è sempre bene ricordare che sono molti i fattori che incidono sulla buona riuscita dell’operazione intesa come investimento nel tempo, basti solo pensare a come ognuno di noi gestisce diversamente il rischio che, come noto, caratterizza il finanziamento in questione.

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