Secondo una recente indagine svolta da Adnkronos sembrerebbe che solo 3 richieste di mutuo su 10 vengano deliberate, mentre gli altri sette richiedenti possono solo continuare a sognare la nuova casa.

Ora è ormai di dominio pubblico che è in atto da più di un anno una stretta creditizia che nel vero senso della parola sta strozzando sia le famiglie, che non vedoo più un futuro certo, ma anche le imprese, che come sappiamo bene senza credito per investire sono destinate a soccombere per vari motivi tra i quali la perdita della competitività.

Quello che però stupisce ancora di più sono i dati rigurdanti il reddito di questo ipotetico richiedente protagonista dell’indagine in oggetto; si tratta infatti di un dipendente con ben 2200 euro netti in busta paga al mese che cerca di farsi deliberare un mutuo di 100 mila euro in trenta anni che ricordiamo comportare una rata di circa700 euro, se tasso fisso, ed di poco meno di 600 se variabile.

Le banche a cui si è fatta tale richiesta sono 10 e tra quelle che hanno risposto negativamente i motivi della risposta hanno sempre rigurdato il tapporto rata reddito e/o il loan to value che sarebbe la percentuale massima finanziabile in funzione del valore dell’immobile desiderato.

La realtà è che visto il bassissimo costo del denaro, oggi a quota 0,75%, gli istituti di credito preferiscono occuparsi di investimenti sui titoli di stato che rendono molto di più di un mutuo e sono relativamente meno rischiosi.

Infine ci sembra d’obbligo fare una considerazione visto che la capacità di risparmio delle nostre famiglie va sempre di più riducendosi; ma se non ottiene mutuo di 100 mila euro un richiedente con i requisiti reddituali su detti, cosa può sperare una giovane coppia con un figlio a cui certamente la cifra richiesta nell’inchiesta non basterebbe per acquistare una casa adeguata nella maggior parte delle città italiane?

L’unica cosa che può fare è tentare; a tal proposito segnaliamo questo preventivatore per richiedere una consulenza gratuita con relativo parere di fattibilità della pratica.

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