Molti gli aspetti che in questo periodo stanno frenando il mercato immobiliare, ma senza dubbio quello che più caratterizza questo stallo è la situazione del credito ipotecario troppo selettivo ed oneroso.

Infatti come ormai è di dominio pubblico, le politiche di selezione della clientela da parte degli istituti di credtio sono a dir poco stringenti, la percentuale massima finanziabile in funzione del valore del bene da ipotecare si è drasticamente ridotta (60% quandi si è fortunati), il rapporto rata reddito non supera il 25%, ed anche quando si riescono ad ottenere condizioni migliori vengono richieste comunque garanzie aggiuntive, quali assicurazioni o fidejussioni.

Ma allora come uscire da questo trend di ribasso delle richieste? Certamente uno dei primi tasselli da sistemare riguarda l’economia intera ed il fatto che la maggior parte delle persone potenzialmente interessate ad un mutuo stanno rinviando l’operazione, sia perchè c’è la stretta creditizia ma anche in funzione di una fiducia verso il futuro che sta sempre più mancando, sospratutto nei giovani.

Comunque sia anche quando si decide lo stesso di accendere il mutuo, il dilemma iniziale è sempre li ad attenderci, fisso o variabile?

Attualmente la differenza che esiste tra le due tipologie è di circa due punti percentuale; in soldoni se dovessimo prendere un prestito di 140 mila euro da rimborsare in 20 anni accostandoci al tasso variabiloe avremmo un risparmio immediato sulla rata di circa 160 euro mese.

Questa cospicua differenza di costo sta ultimamente portando i mutuatari a preferire l’indicizzato euribor, e quindi la maggior parte dei richiedenti si orientano verso un’investimento di breve durata, cioè non pensano al futuro, proprio in funzione di una certezza che manca, ma si preoccupano di più del presente o comunque di un futuro non troppo lontano.

Le più probabili previsioni sull’euribor a tre mesi, parametro maggiormente utilizzato in Italia per regolare i variabili, non danno aumenti ingenti dell’indice almeno fino a metà del 2016, quandi probabilmente si varcherà la soglia dell’1%, oggi è nei dintorni dello 0,20%.

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