Non c’è ombra di dubbio la risposta alla domanda è il tasso variabile che attualmente con i bassissimi livelli dell’Euribor sta dando parecchio filo da torcere al fratello fisso, notoriamente più costoso.

I due indici maggiormente usati per regolare i finanziamenti così detti indicizzati, cioè euribor a tre mesi e ad un mese, sono rispettivamente a quota 0,19% il primo e 0,11% il secondo, ed anche gli spread applicati dalle banche su questo tipo di prodotti è senza dubbio mediamente più basso rispetto al fisso o per esempio al cap rate.

Non solo, gli istituti di credito sono più propensi ad erogare il variabile perchè meno rischioso per loro, è infatti da questo minore rischio che viene il maggiore risparmio per il cliente (in termini di spread) che però nello stesso tempo va considerato anche come un pericolo da non sottovalutare, visto che alle oscillazioni dei mercati di riferimento, corrispondono riduzioni o innalzamenti dell’importo rata.

Comunque sia la situazione generale del credito alle famiglie, ed in particolar modo di quello ipotecario per acquistare casa, sta vivendo una fase di crisi che non sembra voler nemmeno accennare un miglioramento; quest’anno probabilmente le compravedite residenziali non arriveranno nemmeno a 500 mila unità il che significa tornare ai livelli di 20 anni fa anche per quanto riguarda i relativi mutui stipulati.

Per chi comunque dovesse oggi accostarsi a questo mondo, vediamo in soldoni quanta differenza c’è tra fisso e variabile; consideriamo lo stesso istituto, per esempio BNL, ed ipotizziamo una richiesta di 140 mila euro da rimborsare il 20 anni con un loan to value del 60%; per quanto riguarda il fisso la rata sarebbe oggi di euro 959 circa, mentre il variabile comporterebbe una spesa di euro 773 circa, con un risparmio immediato a favore dell’indicizzato di quasi 190 euro sulla specifica banca.

Ovviamente tali considerazioni sul risparmio derivanete dall’accensione di un tipo di contratto rispetto ad un’altro sono da considerarsi puramente indicative, in quanto l’unico strumento che abbiamo per capire se effettivamente la scelta fatta col tempo premierà, sono le previsioni, che, come tali, non possono considerarsi attendibili al di la di ogni dubbio.

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