Il settore immobiliare residenziale è in una situazione di stallo totale, scende il numero delle compravendite, evidentemente legato alla concessione dei mutui, diminuiscono le persone interessate all’acquisto ed aumenta il disagio sociale sopratutto correlato alla nicchia delle locazione che tra il 2008 ed il 2011 ha registrato un’aumento degli sfratti di circa il 15%.

Nonostante questo contesto di sfiducia esiste comunque una vasta platea, anche se in diminuzione, di soggetti che vorrebbero acquistare una casa o per proprio utilizzo o per i figli; infatti nel 2011, come riportato sull’Atlante Censis, società che svolge da oltre 50 anni ricerche in campo economico e sociale, sono state circa 925 mila di cui solo il 57% è riuscito nell’operazione d’acquisto, dato quest’ultimo destinato a calare al 46% nel 2012 secondo le previsioni.

Dall’indagine emerge che gli interessati al discorso compravendita sono per l’80% già proprietari di un’immobile, per il 66% con due redditi disponibili e per quanto riguarda la fascia reddituale il 26% si colloca nella zona più alta, il 61% è di ceto medio, ed il restante 13% appartiene invece alla fascia medio bassa.

In termini di preferenza sul tipo di abitazione e costruzione, la maggior parte dei soggetti sono orientati su nuovi edifici o ristrutturati, per il 40% con caratteristiche energetiche di classe A o B, quindi sempre maggiore interesse per il risparmio energetico.

In conclusione, dice Giuseppe Roma direttore generale del Censis: «Con quasi un milione di famiglie che anche negli anni di crisi cercano una sistemazione abitativa è veramente assurdo che il mercato immobiliare debba rimanere stagnante. È necessario rimuovere i blocchi burocratici, fiscali e finanziari che non valorizzano una tale domanda potenziale».

Certamente veritiere le parole del direttore Roma ma evidentemnete il grande problema attuale risiede nelle politiche degli istituti bancari che hanno quasi completamente smesso di fare il loro mestiere che sarebbe quello di prestare denaro a famiglie ed imprese, anche perchè di quel milione di persone che nel 2011 volevano acquistare un’immobile quanti di loro hanno o avrebbero avuto bisogno del mutuo?

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