Ormai è in dirittura d’arrivo anche quest’estate che come al solito ha visto un po tutti disinteressarsi della situazione economica generale e qui nello specifico del costo sui mutui per l’acquisto della casa, vediamo quindi di fare il punto sulla situazione.

Iniziamo col dire che di vere buone notizie non ce ne sono sia sotto il profilo della crescita paese, della quale peraltro non si vede traccia, sia per quanto riguarda la nicchia di mercato del credito ipotecario.

Il costo del mutuo in Italia non è certamente diminuito da luglio ad oggi, ma fortunatamente non sembra nemmeno essere aumentato, la maggior parte degli indici utilizzati per il calcolo delle rate sia variabili che fisse, o sono rimasti stabili oppure, come gli euribor, hanno continuato a percorrere quel trend in discesa intrapreso ormai da diversi mesi.

Comunque sia il costo finale del finanziamento è più o meno rimasto lo stesso, in quanto le banche ove si siano verificate ulteriori diminuzioni degli indici, hanno ritoccato gli spread vanificando così anche la politica economica della Bce che dal 5 luglio scorso aveva ridotto il costo del denaro portandolo allo 0,75%, livello questo al quale sono notoriamente legati gli euribor parametri che maggiormente vengono utilizzati per i mutui variabili.

La realtà è che le banche continuano a fare trading sui titoli di stato piuttosto che prestare denaro, operazione quest’ultima che sempre meno conviene agli istituti; inoltre fin tanto che il famigerato spread spread rimarrà sui livelli alti di oggi (circa 450 punti) non è pensabile che vi sia una diminuzione delle commissioni applicate dai finanziatori che riscontrano difficoltà nel refunding.

Per quanto riguarda i migliori prodotti disponibili sul mercato prendiamo come riferimento il sito della Mutuisupermarket ed immaginiamo di dover richiedere un’importo di euro 120 mila da restituire in 20 anni prima a tasso fisso e poi variabile, facciamoci così un’idea delle offerte odierne.

Cosa dire, la situazione non è cambiata per niente è ancora Webank l’istituto che detiene le condizioni migliori sia a tasso fisso che indicizzato con una differenza sulla rata di euro 150 circa in favore del variabile che comporterebbe oggi una rata di euro 670.

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