Secondo Crif i dati relativi alle domande di mutui per la casa non lasciano spazio a dubbi, nei primi otto mesi del 2012 l’interesse dei consumatori nei confronti dei finanziamenti immobiliari si è ridotto di quasi la metà, portando ad un decremento del 44% su base annua.

Ovviamente questa è la fotografia di un paese che sta soffrendo la crisi sia in termini di economia finaziaria, con il costo del debito ancora troppo elevato, sia in termini di economia reale, caratterizzata dall’incertezza verso il futuro e da una situazione occupazionale del paese tutt’altro che rosea.

Una buona notizia ci viene però dall’eurozona, con il varo del piano anti spread di Mario Draghi che recentemente ha dato una boccata di ossigeno alle borse e al famigerato spread sui titoli Btp dal quale dipende il livello d’interessi che dobbiamo corrispondere ai mercati sul debito.

In termini di mutui, se la situazione sul differenziale si dovesse normalizzare in modo più consolidato, le difficoltà incontrate sui mercati interbancari negli ultimi dodici mesi dovrebbero attenuarsi portando con loro una riduzione anche del costo del denaro al dettaglio.

Inoltre per l’inizio di una ripresa che possa considerarsi non effimera anche le politiche degli istituti di credito nei confronti della clientela sia privata che d’impresa dovranno cambiare allentando di parecchio la severità con cui oggi vengono selezionati i potenziali mutuatari.

Troppe ancora le garanzie richieste dalle banche per accedere al credito, poca la trasparenza sull’abbinamento di contratti assicurativi, spesso salatissimi, per i quali una nuova legge prescrive determinate norme di competitività che assai poco vengono rispettate; si pensi per esempio all’obbligo già in vigore di sottoporre al cliente, nel caso in cui il mutuo venga condizionato ad una polizza, almeno due preventivi di aziende non riconducibili al fiananziatore stesso, obbligo questo spesso disatteso.

Su scala europea i tassi d’interesse applicati ai mutui in Italia sono più elevati rispetto alla media degli altri paesi specialmente se si tratta di tasso fisso; per quest’ultimo la media registrata nel primo semestre del 2012 è stata del 5,11% contro il 3,9%, mentre poco gap per i prodotti indicizzati che però sono in media comunque più cari.

Nonostante un quadro generale non dei migliori ed il netto calo di richieste su detto, ci sono ancora nella penisola centinaia di migliaia di persone che sono alle prese con il mutuo e si devono confrontare con le offerte disponibili che negli ultimi anni, grazie ad internet, sono divenute comparabili in pochi secondi.

Se infatti volessimo sapere oggi quali banche offrono le condizioni migliori con strumenti come questo la ricerca è fatta in un baleno; se per esempio considerassimo 140 mila euro di prestito da restituire in 20 anni avremo che sia a tasso fisso che variabile il migliore prodotto è quello di Webank noto istituto online.

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