Il settore immobiliare in Italia e non solo sta vivendo un periodo di forte stallo vuoi per la ridotta capacità economica delle famiglie, impossibilitate nel risparmiare il denaro per un congruo acconto, vuoi per la stretta creditizia, che nonostante il calo delle tensioni sui mercati finanziari non accenna ad allentarsi.

Gli ultimi dati emessi a riguardo, in questo caso da Gabetti, non lasciano spazio a dubbi in quanto nel primo semestre dell’anno in corso si è registrata una riduzione media delle quotazioni pertinenti alle grandi città, di circa il 3,3%.

Certamente un ribasso dei prezzi può incidere positivamente sull’interesse dei potenziali acquirenti, ma in considerazione dei bassi loan to value concessi dagli istituti di credito siamo ancora su percentuali che non sembrano adeguate ad una ripresa maggiormente consolidata che difficilmente si verificherà se le banche non torneranno al più presto a fare il loro mestire che dovrebbe ssere quello di prestare denaro.

I maggiori ribassi si registrano a Genova, Napoli e Torino con rispettivamente -5%, -4,9% e -4,5%; anche le altre principali città segnano riduzioni che oscillano dall’1% al 3,7%; per il 2013 non si attendono cambiamenti significativi della situazione.

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