I dati emessi da Assofin, Crif e Prometeia non lasciano spazio a dubbi, la crisi è tutt’altro che finita specialmente se si parla di credito ipotecario per l’acquisto della casa.

Infatti i su detti osservatori sul credito al dettaglio, hanno evidenziato come solo nel primo trimestre dell’anno 2012 le erogazioni per le compravendite residenziali siano calate del 47%.

Viene inoltre rilevato che detta diminuzione viene sopratutto dalla quasi totale scomparsa di mutui per altre finalità oltre quella d’acquisto, come surroga e sostituzione, liquidità e consolidamento altri debiti.

Tra tutte le altre finalizzazioni possibili quella che maggiormente incide in modo negativo sul totale degli erogati, è ovviamente la surroga; tale fenomeno è dovuto principalmente al fatto che è praticamente impossibile trovare condizioni economiche migliori rispetto per esempio ad un anno fa quando la crisi dei debiti sovrani e lo spread iniziavano a farsi sentire.

Va da se quindi che non essendo possibile, attraverso la portabilità dell’ipoteca cioè la surroga appunto, trovare tassi d’interesse più bassi, l’attenzione dei consumatori verso questo tipo di prodotto è scomparsa quasi completamente.

Altri fattori comunque stanno determinando, e hanno determinato nel periodo di cui sopra, questo netto calo sulle erogazioni; iniziamo col dire che le difficoltà di ottenimento del mutuo sono ancora elevate, e se non si possono mettere sul piatto adeguate garanzie sia in termini reddituali che di tipo di contratto lavorativo (per non parlare delle costose assicurazioni che sempre più spesso vengono messe come condizione per la delibera), il finanziamento è quasi impossibile da ottenere.

In secondo luogo, ma non per questo meno importante, troviamo la riduzione dei Loan to value, cioè la massima percentuale che l’istituto è disposto a finanziare in funzione del totale valore dell’immobile di solito stabilito attraverso perizia tecnica.

Questo secondo fenomeno taglia praticamente fuori dal mercato tutti coloro che anche disponedno di garanzie ritenute valide dalla banca, non dispongono dell’acconto divenuto necessario all’acquisto, vista anche la minore capacità di risparmio delle famiglie dovuta all’aumento del costo della vità e alla maggiore pressione fiscale, specialmente sugli immobili ma non solo.

Infine come terzo aspetto scatenante dello scenario su descitto troviamo la situazione occupazionale dei lavoratori, ormai per la quasi totalità assunti con contratti precari determinati o di collaborazione a progetto, situazioni contrattuali queste attualmente non viste di buon occhio dai finanziatori.

Comunque sia la cosa migliore da fare è cercare di vedere sempre il bicchiere mezzo pieno, quindi se sei intenzionato ad acquistare la tua prima casa con l’intervento della banca, prova a richiedere una predelibera reddituale con questo strumento, sai come si dice tentare non nuoce; il servizio e gratuito e non comporta nessun tipo d’impegno ma ti farai un’idea di massima riguardo alla fattibilità dell’operazione.

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