La politica monetaria della BCE sta portando gli indici euribor a livelli mai visti prima fin dalla loro nascita, con conseguente riduzione delle rate di mutuo dei contratti già stipulati ed ulteriore interessamento della nuova potenziale clientela verso questo tipo di prodotto.

Ad oggi i parametri che maggiormente vengono utilizzati per indicizzare i finanziamenti ipotecari per la casa sono quello a tre mesi, a quota 0,42%, e quello ad un mese a quota 0,16%; in aggiunta a tali percentuali vanno sommati i così detti spread (non si tratta in questo caso del differenziale tra Btp e Bund di cui tanto negli ultimi tempi si parla) che rappresentano il guadagno della banca, attualmente oscillanti per i mutui variabili nei dintorni del 3%.

Ad onore del vero va detto che anche i tassi fissi non sono poi così elevati a livello di tasso finito (somma dell’Irs più spread) anche perchè il parametro Eurirs che regola questa tipologia di prestito sta anch’esso subendo ribassi in funzione del legame che esiste tra il suo andamento e quello dei rendimenti sui titoli Bund tedeschi oggi molto richiesti perchè considerati un rifugio sicuro per i propri risparmi.

La domanda che tutti comunque si pongono quando si tratta di dover accendere il mutuo, è quale tipo di tasso scegliere per ottenere un prodotto che bene si accosta alle esisgenze di chi ne necessita.

Si tratta in fondo solo di questo, è un discorso di esigenze e propensione al rischio; infatti anche se oggi il risparmio tra mutuo indicizzato e fisso è molto cospicuo diciamo circa il 2% in meno considerando un’erogato di 150 mila euro da restituire in 25 anni, va detto che è consigliabile stipulare un contratto del genere solo se si riesce, così facendo, a restare tranquilli senza la paura di eventuali rialzi che pure possono verificarsi.

Per chi invece è disposto a correre il rischio vanno anche prese in considerazione quelle che sono le previsioni degli operatori di settore che danno gli Euribor per i prossimi cinque anni ancora sotto i livelli dell’attuale Irs; si tratta comunque sempre di previsioni e come tali vanno vagliate.

Vediamo infine, per coloro che vogliono risparmiare con il variabile, quali sono le migliori banche che offrono tale prodotto; stando ai dati riportati dalla Mutuisupermarket, considerando l’erogato ed il piano d’ammortamento su detti (150 mila in 25 anni) con un loan to value del 60%, anche perchè di più ad oggi è un’utopia, gli istituti che offrono le migliori condizioni sono in ordine crescente di Taeg, Webank, BNL ed Ing Direct.

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