Molti di noi ormai lo sanno dopo aver letto centinaia di articoli negli ultimi mesi, il differenziale Btp Bund incide sui tassi d’interesse dei mutui, ed allora poichè recentemente è tornato su livelli di massima guardia vediamo se già si registrano ripercussioni negative.

Analizzeremo sia il tasso fisso che quello variabile puro considerando la medesima ipotetica richiesta di euro 140 mila da restituire in 25 anni, dati questi che rientrano nella media italiana maggiormente ricorrente.

Ebbene in funzione di tale richiesta i tre migliori prodotti offerti dalla Mutuisupermarket al tasso fisso sono quello di Webank con rata mensile di euro 858,13 Taeg del 5,65% e spread al 3,20%, segue BNL con taeg del 6,19% e terza classificata Intesa San Paolo con taeg del 6,32%.

Per quanto invece riguarda il mutuo variabile anche qui il migliore è quello di Webank con taeg del 3,33% e spread del 2,80% ed una rata di euro 682 circa, seguono Bnl ed Ing Direct.

Morale della favola è che sia che si tratti di variabile che di fisso, le commissioni applicate dalle banche viaggiano su una media superiore al 3% come del resto è stato almeno negli ultimi 10 mesi.

Ovviamente se il differenziale Btp Bund non verrà al più presto normalizzato ciò che ci si può aspettare sarà solamente un’ulteriore peggioramento delle condizioni economiche al dettaglio con conseguente e drammatica riduzione dell’interesse dei consumatori verso il settore, attualmente già in forte crisi.

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