La prima cosa di cui ci si preoccupa quando si pensa di accendere un mutuo è l’aspetto economico relativo all’importo della rata, molto spesso tralasciando valutazioni che a lungo andare potrebbero rivelarsi fondamentali.

Oggi con gli attuali livelli bassissimi degli indici euribor, responsabili delle oscillazioni sui costi dei finanziamenti variabili, questi ultimi stanno andando per la maggiore anche se nei primi tre mesi del 2012, nonostante rappresentino ancora la fetta più ampia di mercato con circa il 50% del totale, sono in ribasso, mentre invece crescono tassi fissi e misti.

Ma allora la domanda è sempre la stessa, tasso fisso o indicizzato? Dipende dal tipo di persona che si pone tale quesito. Se infatti non si è predisposti al rischio allora la risposta può essere una sola, tasso fisso, ma se invece, come si suol dire, si ha un pò di pelo sullo stomaco in questo caso il risparmio che si potrebbe avere stipulando un contratto indicizzato è a dir poco notevole.

Oggi la differenza in percentuale tra fisso e variabile è di circa il 2%, che se consideriamo la durata media d’ammortamento di un prestito del genere si tramuta negli anni in un risparmio veramente cospicuo.

Dopo il recente taglio sul costo del denaro alla BCE portato allo 0,75% l’euribor è ancora sceso segnando nuovi minimi, e di questo sarà contento chi già sta rimborsando il mutuo variabile, ma chi invece il contratto lo deve ancora stipulare vive sempre le stesse incertezze sul da farsi, che però con una più attenta analisi possono essere superate, vediamo come.

Quello che si può fare per cercare di dormire sonni tranquilli una volta effettuata la scelta che per decenni ci porteremo dietro, è dare uno sguardo ai mercati di riferimento che danno le più probabili previsioni sul loro andamento.

Si tratta, nel nostro caso specifico, dei contratti future quotati sul mercato Liffe di Londra che danno una fotografia sulle aspettative dell’indice in questione.

Secondo tali previsioni l’euribor a tre mesi continuerà la sua ascesa fino al 2013, iniziando poi a salire lentamente fino al 2017 periodo nel quale dovrebbe trovarsi a circa l’1,9%, e quindi al di sotto di quell’Irs (parametro che regola i tassi fissi) ad oggi nei dintorni del 2%; comunque sia si tratta di previsioni che per tali vanno prese, infatti di certo in questo ambiente non vi è nulla, specialmente in momenti delicati come questo.

Il morale della favola è che se sei coraggioso allora scegli il variabile, risparmia per i primi 5 anni, secondo le previsioni, e poi magari provi con una rinegoziazione, mentre se non sei predisposto al rischio opta sempre per il fisso, costa di più ma di notte riuscirai a dormire meglio.

Infine confronta con i tuoi occhi la differenza in euro tra la rata dell’indicizzato e quella del fisso, utilizza questo semplice strumento per comparare tutte le offerte che vuoi ed eventualmente richiedere un preventivo gratuito.

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