Quando vi accingete ad acquistare una casa nella stragrande maggioranza dei casi avrete bisogno dell’intervento di un’istituto di credito per finanziare tale operazione.

Fin qui tutto bene ma sono necessari alcuni accorgimenti per far si che il risparmio che abbiamo pensato di ottenere rivolgendoci ad una determinata banca non vada, come si suol dire, a farsi benedire; vediamo perchè.

Molti sono gli aspetti che possono incidere negativamente sul costo finale del mutuo che viene comunemente riassunto in quel tasso denominato annuale effettivo globale o Taeg; in tale percentuale, che rappresenta nel modo più veritiero possibile quale sarà la spesa complessiva per rimborsare il debito contratto, sono incluse tutte le voci di spesa annesse al finanziamento come istruttoria, perizia, commissioni d’incasso e gestione, eccetera.

Quello che però non viene rappresentato in alcun modo e solitamente non è menzionato nemmeno in sede di preventivo (o se dichiarato la maggior parte delle persone non sanno di cosa si tratta), anche perchè impossibile da calcolare con largo anticipo, è il costo del preammortamento tecnico.

Si tratta, leggi l’approfondimento, degli interessi da corrispondere sul capitale già versato dalla banca al cliente (in sede di rogito notarile) fino al giorno in cui vi è la decorrenza del vero e proprio ammortamento a fronte del quale ogni rata sarà composta in parte da interessi ed in parte dalla quota capitale ad abbattimento del debito.

Per fare un esempio e capire meglio di cosa si parla, basta supporre che abbiate rogitato il giorno cinque del mese e che per la banca in questione la vera decorrenza del mutuo (la differenza tra le due date determina la durata del preammortamento) sia dal primo giorno del mese successivo a quello di stipula.

In questo caso oltre al costo preventivato vi saranno circa 25 giorni d’interessi in più di solito allo stesso tasso indicato nel contratto, per esempio un classico ed attuale 5% fisso.

Così va da se che quasi tutti gli sforzi per trovare il prodotto migliore e più conveniente possano andare perduti a causa di questo tecnicismo che si può facilmente evitare e/o ridurre al minimo, concordando con il notaio e la banca erogante una data di stipula dell’atto quanto più vicina possibile a quella di inizio ammortamento.

Va inoltre sottolineato come le diverse banche applicano durate di preammortamento diverse, alcune anche di due mesi, cioè facendo partire il vero rimborso, per esempio, il primo del secondo mese successivo alla stipula.

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