Secondo un’indagine svolta dal noto portale di annunci Immobiliare.it circa 3 potenziali venditori su quattro non ritengono che questo sia un buon momento per mettere in vendita il proprio bene.

Di contro chi invece sta cercando di comprare casa pensa che il momento sia buono per acquistare ed effettuare buoni affari.

Queste due facce della stessa medaglia possono essere spiegate molto semplicemente con due passaggi, il primo riguardante il fatto che se veramente si vuole riuscire a concludere la compravendita l’unico vero modo è quello di scendere con il prezzo, accostandosi anche alle percentuali di finanziamento che oggi le banche sono disposte a concedere, e non tutti si piegano a questo nuovo must.

Il senso della questione è che se i loan to value sono bassi, al massimo il 60%, riducendo il totale prezzo si va ad abbattere anche quella parte di acconto divenuta necessaria, e quindi si può abbracciare una fetta di mercato più ampia con conseguenti maggiori possibilità di successo, per non parlare poi delle possibilità di successo che il potenziale acquirente ha di ottenere il mutuo se la rata è più bassa e quindi maggiormente coniugabile con il reddito.

La seconda questione è l’effetto della prima, cioè i potenziali acquirenti, coscienti della situazione, sanno che avere una buona dose di contante porterà probabilmente alla conclusione di un buon affare, visto che le banche non sono più di manica larga come una volta.

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