Il principale indice che regola le rate dei mutui a tasso variabile, quelli cioè di cui non si conoscono tutti gli importi delle mensilità future per intenderci, denominato Euribor sta continuando la sua discesa.

Infatti le durate maggiormente utilizzate (1 mese e 3 mesi) sono, anche dopo il recente taglio sul costo del denaro da parte della BCE portato allo 0,75%, nettamente al di sotto di quest’ultimo e rispettivamente allo 0,24% il primo e allo 0,53% il secondo.

Tale situazione fa si che oggi un finanziamento indicizzato sia in termini di rata, ed ovviamente considerando la medesima richiesta, molto meno costoso rispetto al tasso fisso; per esempio se dovessimo chiedere 140 mila euro da restituire in 25 anni la rata al variabile sarebbe circa di euro 690, mentre quella del fisso circa 858 (dati Webank rilevati da Mutuisupermarket).

Nonostante questo però viene rilevato che evidentemente a causa del clima d’incertezza che ancora si respira nell’area euro, il mutuo a tasso fisso e quello a tasso misto stanno registrando un maggiore interesse rispetto al passato.

Rispettivamente queste altre due soluzioni, che prediligono la sicurezza futura rispetto al risparmio immediato, nei primi tre mesi del 2012 hanno rappresentato il 27% del mercato cadauna; la maggiore fetta però è ancora detenuta dal tasso variabile puro con il restante 46%.

Infine secondo il nostro parere attualmente la migliore soluzione possibile, non tanto a livello di risparmio assoluto ma in considerazione dell’intera durata del prestito (in media in Italia 23 anni), è il tasso misto con ingresso variabile e tasso d’interesse della parte regolata in base Irs bloccato e prestabilito da contratto.

Ne è un esempio il mutuo BNL due in uno che prevede esattamente le modalità di cui sopra; infatti per le prime 24 rate il finanziamento è regolato a tasso variabile in base Euribor ad un mese, mentre le restanti rate saranno da corrispondere a tasso fisso con condizioni già specificate nel contratto stipulato.

Volendo fare un esempio pratico se dovessimo richiedere 140 mila euro da rimborsare in 25 anni, la prima rata sarebbe di euro 693 circa (per le altre 23 più o meno secondo le previsioni dovrebbe aggirarsi nei dintorni della medesima cifra, ma sempre di previsioni si parla), mentre le restanti sarebbero di 927,29 e così fino a totale ammoratmento.

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