Pesano ancora molto sul mercato del credito ipotecario per la casa le tensioni sui mercati finanziari e la situazione occupazionale ed economica del paese ormai in recessione da diversi mesi.

Solo il mese di giugno ha fatto registare un calo del 42% in termini di richiesta mutui, dato questo che la dice lunga sulla condizione sia dell’offerta di prodotti, rallentata dai crescenti problemi di refunding delle banche, sia sulla domanda ovviamente disincentivata dalle ormai troppo severe politiche delle banche.

I primi sei mesi dell’anno in corso, paragonati allo stesso periodo del 2011, segnano un meno 44%, mentre se si guardano i dati degli anni precedenti si denota che dopo piccoli segnali di ripresa del settore registrati nel 2009, con più 7% rispetto al 2008, e nel 2010 con ancora più 1% rispetto al 2009, già dal 2011 la diminuzione è netta del 20%.

Andando poi ad analizzare ogni singolo mese del primo semestre in questione le variazioni sono tutte negative e rispettivamente -41% a gennaio, -46% febbraio, -47% marzo, -48% aprile, -38% maggio e come su detto -42% giugno.

Le motivazioni di questo totale rallentamento della domanda vanno ricercate sia nelle difficili condizioni di accesso imposte dagli istituti, ma anche nella nuova tassazione sugli immobili, l’Imu, e nei tassi d’interesse finiti certamente non diminuiti.

Per quanto invece riguarda le durate dei finanziamenti va per la maggiore il piano d’ammortamento dai 25 ai 30 anni con il 30% circa del totale, mentre l’erogato maggiormente richiesto è quello che rientra nella fascia da 100 a 150 mila euro.

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