Quando si tratta di finanziamenti per acquistare la nuova casa mille pensieri affollano la mente sopratutto di chi per la prima volta si affaccia su questo particolare settore, ma nonostante questo una delle prime cose a cui si guarda è l’importo della rata.

Così va da se l’importanza che possono avere strumenti di ultima generazione come questo, che permettono in pochi click di confrontare decine di diverse offerte simultaneamente.

Sul tipo di tasso e prodotto poi ci sarebbe da parlare per una settimana visto l’ampliarsi degli ultimi anni in termini di tipologie di contratto e quant’altro.

Come ormai di dominio pubblico negli ultimi mesi di crisi sta prendendo piede il tasso variabile a discapito del fisso da sempre preferito dall’utente medio che in Italia predilige la sicurezza.

Ed oggi è ancora così conveniente il così detto mutuo indicizzato rispetto al suo cugino di primo grado? Evidentemente si, vediamo quindi di fare un bel esempio pratico che possa chiarire le idee a tutti.

Se considerassimo un’ipotetica richiesta di euro 140 mila da restituire in 25 anni presentata da un trentacinquenne residente a Milano assunto a tempo indeterminato, oggi la differenza tra la rata di un variabile puro contro quella di un prodotto fisso sarebbe di 160 euro circa, che all’anno fanno la belle zza di quasi 2000 euro risparmiati.

Certo sempre che gli Euribor rimangano alle soglie dei minimi storici senza schizzare in alto rendendo così la rata insostenibile; chiaramente la convenienza del variabile risiede proprio nel rischio che porta con se, valutatelo con cura.

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