Il nostro paese sta vivendo ormai quasi da un anno la crisi dei debiti sovrani che tra le altre cose comporta anche difficoltà di erogazione credito per le banche e ovviamente peggiori condizioni economiche dei prodotti nei confronti della clientela.

Se però i nostri istituti stanno limitando l’emissione di finanziamenti mentre acquistano sempre più titoli Btp, gli istituti stranieri stanno facendo esattamente l’operazione contraria.

Infatti stando ai dati emessi dall’Aibe (associazione delle banche estere in Italia) la quota di debito posseduta da tali banche è diminuita (dal 47% al 40%), mentre sono aumentati del 3% i crediti concessi all’economia reale, cioè imprese e famiglie.

Questo la dice lunga su quella che è la percezione dell’affidabilità del settore pubblico italiano da parte di operatori esteri che, come del resto anche gli investitori, non vedono cambiamenti significativi nel nostro sistema.

In secondo luogo l’aumento della quota mutui erogata da banche straniere sta aumentando anche in funzione delle migliori condizioni che tali finanziatori possono applicare alle famiglie, sopratutto tedeschi e francesi.

Questo trend, registrato nel 2011, è sicuramente destinato a crescere visto che ancora oggi dopo le riforme e le nuove tasse sul popolo, lo spread BTP Bund, che sarebbe poi come un termometro che misura l’affidabilità del sistema Italia, è ancora a livelli allarmanti, oggi orbita nei dintorni dei 440 punti; questo si ripercuote negativamente sulle operazioni di raccolta delle nostre banche che sono costrette ad inasprire le commissioni sui crediti erogati, da qui la preferenza nei confronti dei competitor stranieri che non hanno di questi problemi.

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