La quasi totalità dei mutui così detti indicizzati prendono come parametro di riferimento il più famoso Euribor, che però non è l’unico fattore che può essere accostato a quei finanziamenti denominati indicizzati.

Infatti anche il tasso d’interesse applicato dalla Banca Centrale Europea deve per legge essere offerto come parametro indicizzante dei mutui ipotecari.

Ne è un’esempio il prodotto di Banca Sella, finalizzabile all’acquisto della prima casa, che determina il suo tasso finale aggiungendo al BCE (attualmente 1%) uno spread che varia dal 2,55% al 2,70%, in linea con gli altri tassi variabili.

Vediamo quindi di fare un esempio reale per esaminare il costo della rata; immaginando di richiedere un prestito di euro 140 mila da restiutire in 20 anni con loan to value del 70%, il massimo ammissibile.

in questo nostro specifico caso la mensilità da corrispondere sarebbe oggi di euro 826 circa con tasso finito del 3,70% e Taeg del 4,05%.

Non ci sono assicurazioni aggiuntive obbligatorie da stipulare a parte quella classica incendio e scoppio che secondo le nuove normative il cliente potrà scegliere dove più ritiene opportuno anche al difuori dell’istituto erogante.

Per ulteriori informazioni e per l’eventuale richiesta di un preventivo rimandiamo al sito della Mutuionline che offre la gamma Banca Sella con tutti i relativi fogli informativi.

Ricordiamo infine che il principale svantaggio del tasso variabile consiste nel non poter conoscere l’importo di tutte le rate da pagare fino ad estinzione totale del debito.

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