Il contesto economico internazionale ed italiano in particolare non lasciano spazio a previsioni ottimistiche, per lo meno nel prossimo futuro, riguardo al settore dei mutui ipotecari e del credito in genere che stanno perdendo terreno.

Gli ultimi dati Crif relativi ai primi quattro mesi del 2012 parlano di una riduzione del 46% in termini di domande effettuate dalle famiglie, e quindi di interesse verso questo tipo di finanziamenti.

Le motivazioni che hanno portato a tale situazione sono diverse a partire da tutta quella platea di persone che, non avendo una certezza lavorativa ormai assai difficile da trovare, non pensano nemmeno più ad entrare in banca per tentare la “fortuna”.

In secondo luogo gli spread applicati dagli istituti, che dopo un legerissimo allentamento operato solo da alcune banche grazie anche alle due iniezioni di liquidità della BCE, sono rimasti stabili ma sempre su livelli ben lontani da quelli di nemmeno un’anno fa; se oggi i tassi finiti sui mutui non sono proprio alle stelle lo si deve solo ai bassissimi livelli degli indici di riferimento, sopratutto gli Euribor.

Come se non bastasse il famigerato spread ha di nuovo superato quella soglia considerata di guarda dei 400 punti, ieri ha chiuso la sua seduta a quota 436; questo ovviamente non giova alle operazioni di raccolta delle banche che tra breve reinizieranno ad incontrare difficoltà nel reperimento della liquidità da prestare ad imprese e famiglie.

Dulcis in fundo il recente taglio del rating di 26 diversi istituti inclusi i gruppi più grandi e l’indagine in corso della Guardia di Finanza per un’ipotetico aggiotaggio da parte del Monte dei Paschi; insomma una vera e propria bufera sul settore creditizio.