Come se non bastasse oltre le particolare situazione del credito ipotecario in termini di severità nella selezione della clientela da parte delle banche, secondo una recente indagine di Federconsumatori ed Adusbef, due note associazioni di consumatori, i mutui italiani sarebbero più cari in media dell’1,9% rispetto ai tassi registrati nella zona.

Certamente tale situazione è da considerarsi non di buon auspicio visti anche i livelli bassissimi degli indici di riferimento, sopratutto gli Euribor che regolano la maggior parte del finanziamenti variabili, destinati inevitabilmente a risalire entro massimo un triennio.

Tali dati sono stati estrapolati da due diversi report, quello di Bankitalia e della BCE riferiti al periodo che va da novembre 2011 a febbraio 2012; da questo report si evince anche che non sono solo i tassi d’interesse ad essere elevati, ma anche i costi dei conti correnti, spesso obbligatoriamente annessi al mutuo anche se una recente norma dovrebbe aver eliminato tale obbligo, sono di gran lunga superiori alla solita media europea che ormai funge da riferimento per tutto.

Infatti se la su detta media è pari ad euro 114 circa annui, in Italia si giunge quasi a 300 euro, 295,66 per la precisione.