In un contesto del settore immobiliare e creditizio dei mutui che vede gli indici di riferimento, Bce Euribor ed Irs, molto vicini ai minimi storici la differenza esistente, considerando lo stesso importo da restituire in un’uguale tempo per esempio 20 anni, tra il tasso fisso e quello variabile, giustifica senza dubbio il maggiore interesse riscontrato in questi ultimi mesi a favore di quest’ultimo.

Ciò nonostante non sembra essere la migliore soluzione quella del tasso variabile puro in considerazione di un contesto economico che praticamente naviga a vista verso il futuro.

Allora ecco che un’altro tipo di finanziamento potrebbe rivelarsi più adeguato al momento di mercato; si tratta del tasso misto cioè quel tipo di mutuo che può variare, secondo condizioni prestabilite nel contratto, il tipo di tasso da variabile a fisso o viceversa.

Oggi certamente è auspicabile iniziare con un ammortamento variabile per poi passare al fisso una volta che gli indici, di solito Euribor, torneranno ad orbitare su livelli considerati, in base alla storia, fisiologici per questo parametro che regola la maggior parte dei prestiti indicizzati.

Un esempio di questo prodotto lo offre BNL, denominato 2 in 1 permette al mutuatario di pagare i primi due anni al tasso variabile indicizzato Euribor ad un mese più lo spread del 3,15%; terminato tale periodo d’ingresso l’ammortamento continuerà alle condizioni di tasso finito prefissate nel contratto che oggi sono le seguenti:

– per durata pari a 10 anni: 5,85%;
– per durata pari a 15 anni: 6,25%;
– per durata pari a 20 anni: 6,35%;
– per durata pari a 25 anni: 6,50%;
– per durata pari a 30 anni: 6,55%

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