Che ad oggi sia più conveniente un ammortamento a tasso variabile è assolutamente inequivocabile vista la notevole differenza in termini di rata derivante dai bassi livelli degli Euribor che regolano la maggior parte di questi contratti.

Ma andando ad effettuare un esame più specifico della situazione per mezzo anche delle più probabili previsione di trend ed in considerazione anche sia del fatto che un finanziamento immobiliare in Italia dura mediamente 23 anni, ma sopratutto in funzione di una legge, la 106 del 2011, forse dimenticata, oggi passare dal variabile al fisso conviene, vediamo perchè.

Ricordiamo che ha rilevare tale opportunità è stato Mauro Novelli, segretario dell’Adusbef che sottolinea come in base all’articolo 8 comma 6 di detta legge, il mutuatario che abbia determinati requisiti ha diritto di ottenere la rinegoziazione del mutuo alle condizioni indicate nella lettera B della su citata legge.

Praticamente la norma dice che il mutuatario con i necessari requisiti che riporteremo di seguito può ottenere di trasformare il suo tasso variabile in un tasso fisso a condizioni molto vantaggiose rispetto a quelle dell’odierno mercato.

Tali condizioni sia di spread che di Irs (parametro che regola i mutui a tasso fisso) sono così determinati: l’irs applicabile sarà il minore tra quello a dieci anni e quello di durata in base al residuo periodo d’ammortamento e se non disponibile sarà applicato quello subito precedente, mentre lo spread dovrà essere il medesimo rispetto a quello inizialmente applicato.

Per quanto riguarda i requisiti necessari il mutuatario dovrà aver stipulato un mutuo di massimo 200 mila euro prima dell’entrata in vigore di detta legge, non dovrà avere un ‘Isee superiore ai 35 mila euro e non dovrà essere moroso.

Ricordiamo che in considerazione degli attuali tassi finiti per i mutui in base Irs (nell’ordine del 6% i migliori disponibili) ed anche del fatto che nemmeno un’anno fa gli spread erano nei dintorni del 1%, effettuare tale operazione, quando possibile, potrebbe rivelarsi molto vantaggioso.

Tale meccanismo potrà essere esercitatao entro e non oltre il 31 dicembre del 2012 come indicato nella legge della quale riportiamo il testo per un’ulteriore approfondimento.

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