Certamente la stretta creditizia non versa a favore del settore immobiliare che ha chiuso un 2011 a livelli registrati nell’ormai lontano 1998 (parliamo di numero di compravendite), nonostante questo però nel primo trimestre del 2012 si sono registrati, in alcune grandi città, aumenti dei prezzi se pur in misura non così significativa.

I dati sono riferiti ai primi tre mesi del 2012 è paragonati a quelli dell’ultimo trimestre 2011; le città che hanno fatto segnare i rincari maggiori sono Torino (+ 2,2%), Milano (+1,7%) e Napoli (+0,3%). La capitale invece va nella direzione inversa con un meno 0,2% sulla quotazione al metro quadrato.

Ben diversa invece la situazione in quelle zone periferiche o nei piccoli centri, dove le riduzioni dei prezzi sono state maggiormente significative.

Chiaramente il 2012 sarà un anno per il comparto immobiliare difficile da interpretare con largo anticipo vista l’impossibilità di effettuare previsioni riguardanti l’andamento dell’economia, che a dire il vero sembrerebbe nell’area euro navigare a vista; non meno importante inoltre l’avvento dell’Imu del quale ancora si ignorano le reali ripercussioni possibili sul settore, in considerazione anche del fatto che non si capisce bene a quanto ammonterà per l’esattezza tale nuova imposta.

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