Negli ultimi mesi importanti novità nell’ambito delle polizze assicurative legate ai mutui sono state introdotte sia dal nuovo governo sia dall’Isvap, l’organo di controllo per la vigilanza su detti tipi contratti; ma quanli effetti nella pratica stanno portando?

Prima di vedere se veramente tali norme hanno scaturito cambiamenti ricordiamo in cosa consistono queste nuove regole, iniziando da quel provvedimento, il 2946, emesso dall’Isvap, ed in vigore dal 2 aprile scorso, che vieta alle banche erogatrici del credito di essere nello stesso momento intermediari e beneficiarie della polizza annessa allo stesso.

In secondo luogo troviamo due diversi interventi del governo, il primo per stabilire che è scorretta la paratica che vede l’obbligo di abbinamento di una assicurazione al mutuo, erogata dalla stessa banca emittente il credito, ed il secondo per stabilire che nel caso in cui l’istituto o l’intermediario finanziario condizioni l’erogazione del mutuo alla stipula di una polizza sulla vita, è obbligato a sottoporre al cliente almeno altri due preventivi di società non ricoduncibili al finanziatore stesso.

Detto questo vediamo se effettivamente queste nuove regole stanno portando gli effetti sperati, che alla fine riguardano per la maggior parte le onerose provvigioni spesso applicate alle polizze in questione e che costano al cliente fino all’80% del valore della polizza.

Ad oggi non sembra poi cambiata di molto la situazione in quanto, come ieri, ci sono istituti che si fanno carico loro della polizza (parliamo di quella incendio e scoppio di fatto obbligatoria), come Webank e Ing Direct, altri come Cariparma e Intesa San Paolo, fungono ancora da intermediari e lasciano che i beneficiari siano i mutuatari, altre ancora indicano al cliente quali sono i requisiti che la polizza deve contenere per essere accettata e richiedono di essere beneficiari.

bilancia_300p250_MOL