Questo famigerato spread continua a far parlar di se, con gli aumenti degli ultimi giorni che, stando alle parole del premier non dipendono dall’Italia, fatto sta comunque che il termometro dell’affidabilità del paese segna un bel febbrone orbitando nei dintorni dei 400 punti.

Questo significa che per vendere il nostro debito dobbiamo corrispondere maggiori interessi che ad oggi sul titolo a dieci anni sono del 5,70% circa.

Inoltre, aspetto non meno importante, se tale aumento continuerà imperterrito il suo trend, ben presto rinizieremo a vedere i negativi effetti anche sul credito come per esempio i mutui ipotecari.

Già perchè non dimentichiamoci che le banche, quelle grandi detentrici di titoli Btp all’aumentare del differenziale spread trovano maggiori difficoltà nelle operazioni interbancarie di rifinanziamento, cioè pagano di più i soldi da dare in prestito a famiglie ed imprese, e di conseguenza alzano i tassi su quet’ultime.

Comunque per il momento quei pochi istituti che avevano ridotto gli interessi sui mutui come Cariparma, non sono tornati sui loro passi e speriamo che non lo facciano anche perchè nonostante questi ribassi il costo del mutuo è ancora piuttosto elevato.

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