Il settore del credito ipotecario, come tutti gli altri del resto, non sta vivendo bene il momento di crisi ormai perdurante da diversi mesi, e non sembra ci siano consolidate riprese all’orizzonte.

Vediamo quindi quale è la situazione riguardante i tassi d’interesse puri, le commissioni applicate dagli istituti, cioè gli spread, e le politiche di selezione della clientela.

Gli indici che regolano i principali mutui a tasso fisso e variabile, che sono l’Irs, l’Euribor ed il Bce, si sono praticamente dimezzati da un’anno a questa parte, quotandosi, specialmente gli Euribor ed il Bce, vicino ai minimi storici.

Questo aspetto positivo incide sul costo dei mutui ma fino ad un certo punto, e genera ribassi sensibili solo per chi il finanziamento lo sta già rimborsando e non da molto; leggi l’approfondimento.

Ora arriviamo alla prima nota dolente, gli spread; nonostante nelle ultime settimane si siano registrati dei piccoli ribassi, sopratutto sui prodotti variabili, siamo ancora in orbita su una media che si aggira sul 3%; parliamoci chiaro, un’enormità.

Infine ultimo ma assolutamente non meno importante è quell’aspetto che vede ancora oggi criteri di selezione della clientela troppo severi, troppe garanzie, troppo care le assicurazioni multirischi per i precari; ma lo volete capire che in Italia siamo tutti precari e precarietà è sinonimo di povertà?

Chiaramente l’azione di governo, dopo aver saputo magistralmente tirate furi il paese dall’orlo del baratro, non ha praticamente fatto ancora nulla di concreto che possa in primo luogo incentivare crescita ed occupazione, ed in secondo luogo far si che le banche inizino veramente ad immettere liquidità nell’economia reale, che per chi l’avesse dimenticato è formata da imprese e famiglie.

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