Con questa nuova imposta recentemente introdotta dal governo monti, come cambierà il mercato immobiliare italiano? Difficile dirlo ma una cosa è certa tale nuova tassa porterà, in realtà sta già portando, dei cambiamenti, vediamo quali.

Il settore di riferimento non sta andando bene, siamo ancora oggi in una fase di stallo, con il numero di compravendite residenziali tornate ai livelli del 1998, una stretta creditizia che ancora morde feroce e aspettative verso il futuro tutt’altro che rosee, vista l’assenza di crescita economica e la recessione in cui siamo.

In un contesto del genere certamente tutto ci voleva tranne che l’Imu che fin dal primo giorno ha frenato quel poco d’iniziativa immobiliare che forse ci poteva essere a causa dell’incertezza sulle aliquote e via dicendo.

Secondo aspetto non meno importante, a molte di quelle persone che hanno comprato la seconda casa con tanti sacrifici (si parla di casette al mare in zone periferiche non certamente di ville a Porto Ercole), non rimarrà che mettere in vendita (chi comprerà questo non è dato saperlo) in quanto l’Imu sulla seconda casa è una bella mazzata si pensi che con una rendita di euro 500 l’importo da corrispondere sarebbe di circa 640 euro annue.

In terzo luogo potrebbe verificarsi un cospicuo ribasso dei prezzi derivante dalla diminuita redditività degli immobili acquistati per investimento che, se fino ad oggi mediamente producevano il 3%, da domani, dedotto l’Imu, produrranno di meno, e allora le cose saranno due, o gli investitori non compreranno più (e questa non è una buona cosa), oppure vorranno comunque stornare la stessa percentuale che per essere tale dovrà calcolarsi su un’importo minore; da qui una riduzione dei prezzi che potrebbe arrivare a più del 10%.

In ogni caso dare previsioni più che attendibili in questi periodi caratterizzati da estrema incertezza non è una cosa plausibile, motivo per cui non ci resta che stare a guardare giorno per giorno e muoversi di conseguenza.

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