Ancora bassi i livelli dell’Euribor questo indice che regola la maggior parte dei mutui detti appunto indicizzati o variabili, come quello di cui parleremo di seguito, offerto dal gruppo Che banca.

Nello specifico si tratta di una tipologia particolare di mutuo variabile, denominata con tetto massimo o capped rate, e molto indicata in un periodo come questo, vediamo per quale motivo.

Prima di analizzare le caratteristiche dello specifico prodotto è necessario ricordare che il finanziamento in questione si sposa bene con l’attuale momento di mercato in quanto permette al mutuatario di sfruttare a suo favore il basso livello dell’Euribor senza rischiare che i previsti futuri rialzi di detto indice possano rendere la rata da corrispondere non più sostenibile per il debitore.

Tutto questo è facile ottenerlo con l’inserimento di un tetto massimo prefissato nel contratto (nel nostro caso sarà del 6,30%) soglia al di sopra della quale l’importo della rata non potrà comunque salire anche all’aumentare del parametro di riferimento.

Facciamo subito un’esempio pratico per vedere quale è il reale costo del mutuo in oggetto, considerando per esempio una ipotetica richiesta di euro 140 mila da rimborsare in 20 anni al tasso offerto attraverso il mediatore Mutuisupermarket che dispone dell’intera gamma di prodotti Che Banca, e con un Loan to value di circa l’80%.

In considerazione di questi dati la mensilità da versare sarà di euro 866 circa con un tasso finito del 4,24%, un Taeg (o Isc) del 4,50% ed il tetto massimo fissato come già su detto al 6,30%.

I vantaggi di questa soluzione sono due, il primo è quello già precedentemente indicato e consistente nella possibilità di avvalersi del buon momento di mercato degli Euribor, mentre il secondo, anch’esso da non trascurare, è quello che ci permette in anticipo di conoscere quale sarà la rata massima che ipoteticamente potremmo andare a pagare in futuro; questo particolare si accosta bene anche a quelle persone poco propense al rischio e che spesso proprio per questo scelgono il tasso fisso, senza dubbio privo di pericoli, ma anche molto più oneroso.

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