Quando si ha necessità di sottoscrivere un finanziamento per l’acquisto di una casa è fondamentale, nell’eseguire il calcolo mutuo, fare una scelta adeguata per ciò che concerne la tipologia dei tassi d’interesse.

Scelta che deve essere compiuta con estremo raziocinio, visto che a seguito della difficile situazione finanziaria degli ultimi tempi gli istituti di credito hanno alzato i tassi d’interesse dei mutui oltre la percentuale precedentemente concordata con la propria utenza, senza alcun preavviso e a pochi giorni dal rogito.

A rivelare ciò è un‘indagine eseguita dalla rivista Valori, una pubblicazione a carattere mensile di finanza etica ed economia sociale diretta da Andrea Di Stefano.
Pur se non vi sono dati ufficiali, da questa corsa al rincaro dei mutui potrebbe essere rimasto coinvolto chi ha richiesto il mutuo tra Maggio e Settembre, ovvero ben centomila persone.

Mutuatari che si son ritrovati a dover corrispondere una rata mensile molto più consistente rispetto a quella pattuita precedentemente.

A dare tale libertà alle banche è stata una disposizione contenuta nel Decreto Sviluppo emanato sotto il Governo Berlusconi, siglato lo scorso Maggio.

Dal primo Luglio è stato infatti rettificato il metodo di calcolo del tasso d’usura, che è giunto dal 7% fino al 10.44% per i mutui a tasso fisso, mentre per i mutui a tasso variabile si è passati dal 4.85% al 7.99%.

Gli istituti di credito hanno cosi portato i tassi d’interesse a livelli che fino allo scorso Giugno sarebbero stati considerati illegali.

Colpa degli istituti di credito? Le cose non stanno propriamente cosi, poichè la crisi finanziaria che ha investito l’Europa ha reso molto più gravoso per gli stessi istituti di credito fare “fund rising” sul mercato interbancario.

E’ auspicabile che i tassi d’interesse possano normalizzarsi una volta passata la fase più grave della crisi.

Per fortuna non tutti gli istituti di credito hanno compiuto le medesime scelte, pur se tutti hanno partecipato all’aumento dei tassi.

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