Continua la discesa dell’indice Euribor principale parametro che regola la maggior parte dei mutui a tasso variabile, sia ad un mese che ha tre mesi.

Infatti oggi rispettivamente quotano, il primo 0,47% ed il secondo, ormai di parecchio sotto la soglia del BCE e vicino al minimo storico dello 0,63%, segna 0,86%.

Questo in termini pratici fa si che coloro che stanno già rimborsando un finanziamento variabile possano giovare di questi bassi livelli di tasso, sopratutto nel caso in cui abbiano stipulato il contratto subito prima dell’esplosione della crisi, quando ancora le commissioni applicate sopra gli indici su detti, erano nella norma intorno ad una media dell’1,20%.

Il ribasso sarà maggiore per quei mutui giovani contratti da pochi anni in quanto, come di consueto, i piani d’ammortamento maggiormente utilizzati dalle banche prevedono che per i primi anni la quota interessi sulla rata, nei confronti di quella capitale, sia più elevata.

Questa situazione che sta mitigando i tassi di base è dovuta principalmente alle due mastodontiche iniezioni di liquidità operate dalla Bce negli ultimi mesi, che hanno agevolato la raccolta del denaro per gli istituti, anche se su un’altro fronte ci sono le nuove norme sulla patrimonializzazione che impongono alle banche di avere in pancia sempre maggiore liquidità.

Ben diverso però il contesto per tutti quelli che il mutuo ancora non l’hanno acceso a causa degli aumenti sugli spread che di fatto vanificano completamente i ribassi degli indici.

Infatti se è vero che dall’estate scorsa i parametri di cui sopra si sono più che dimezzati, gli spread che vanno in aggiunta ad essi per formare il tasso finale, sono aumentati fino a triplicarsi, così considerando un mutuo di 100 mila euro da rimborsare in 20 anni stipulato a giugno, contro lo stesso stipulato oggi, l’aumento in termini di tasso finito è stato di circa il 12%, se variabile, e del 16% se fisso.

Sembra però che nelle ultime settimane anche gli spread stiano subendo dei ribassi o comunque non continuano a salire, ma la situazione è differente a seconda della banca; per esempio Cariparma ad oggi è sicuramente l’istituto che applica le minori commissioni insieme a Webank.

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