Accendere il mutuo oggi non è un’impresa affatto facile viste le severe politiche di selezione degli istituti e la situazione occupazionale di molti italiani, ma anche quando non sembrano esserci problemi, per lo meno in termini di delibera, è opportuno effettuare una scelta quanto mai oculata riguardo al tasso d’interesse in funzione del momento di mercato.

Affidarsi ad un prodotto indicizzato puro, cioè caratterizzato dalle oscillazioni degli indici di riferimento per tutta la durata del contratto e senza limiti ne a salire ne a scendere, significa praticamente essere in balia del destino, specialmente decorsi i primi anni d’ammortamento.

Se infatti è vero che, considerando alcuni fattori dei mercati di riferimento, è possibile dare plausibili previsioni dei trend, è altrettanto vero che dette previsioni, che comunque rimangono tali e quindi prive di certezze, certamente possono considerarsi attendibili solo nel breve medio periodo, diciamo 3-5 anni.

Decorso tale termine parlare di probabili previsioni è solo utopia, sarebbe come voler prevedere il tempo da qui a dieci anni, impossibile.

Se per esempio prendiamo l’Euribor a tre mesi, indice che regola i principali mutui a tasso variabile, possiamo vedere, attraverso i specifici contratti futures scambiati sul mercato Liffe di Londra, quali sono le aspettative degli operatori per l’andamento di questo parametro.

Ovviamente avere almeno un’idea del più probabile scenario che il prossimo futuro ci riserva concorre in modo positivo ad una giusta scelta del mutuo, che oggi, considerando che l’indice in questione dovrebbe rimanere sotto l’1% fino a fine 2013, sarebbe meglio ricadesse su un tasso misto.

Questo perchè oggi gli spread che vanno sommati agli indici sono piuttosto alti e di conseguenza un consistente aumento dell’Euribor, tutt’altro che remoto, porterebbe in pochi anni la rata ad un livello di onerosità probabilmente non più sostenibile per il mutuatario.

In funzione di tutto ciò un finanziamento che ci permette di sfruttare il momento positivo dell’Euribor, ma solo fino ai suoi futuri rialzi, ci sembra molto indicato, e meglio ancora se le condizioni di cambio tasso siano fin dall’inizio specificate nel contratto, come nel caso dell’esempio che segue.

Si tratta del mutuo di BNL denominato 2 in 1 che prevede fino alla venticinquesima rata un ammortamento a tasso variabile regolato in base Euribor ad un mese più lo spread al 3,15%, e poi decorso tale termine il resto del debito sarà rimborsato a tasso fisso alle condizioni bloccate il giorno della stipula e quindi senza correre il rischio che nei primi due anni anche l’Irs, indice che regola i tassi fissi, sia aumentato.

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