Come ormai percepiscono un po tutti, sia chi i debiti ce l’ha , sia chi invece è ancora riuscito a non contrarli, la crisi finanziariai, e non solo, ha portato ad un periodo di seria recessione che vede molte famiglie in difficoltà, in particolar modo quando si tratta di dover corrispondere le rate del mutuo.

Nell’ambito di questa situazione difficile, gli ultimi dati sulla moratoria Abi per la sospensione del pagamento delle rate, non lasciano spazio a dubbi; infatti paragonado i dati di fine 2010 con gli ultimi raccolti di fine 2011, l’aumento delle richieste per fruire dell’agevolazione è stato del 3,14%.

Ricordiamo che tale aiuto è scaturito da un’iniziativa, di concerto tra Abi e 13 diverse associazioni dei consumatori, è più volte prorogata.

Proprio recentemente, visto l’inasprimento della crisi, si era resa necessaria una nuova proroga, infatti ad oggi la scadenza utile per presentare domanda, una volta appurato di avere i necessari requisiti, è stata fissata al 31 luglio del 2012, e potrà interessare eventi che si siano verificati non oltre il 30 giugno corrente anno.

Fino alla fine del mese di novembre 2011, sono stati sospesi i pagamenti delle quote capitale di circa 55 mila contratti, a fronte di una maggiore liquidità in possesso delle famiglie in questione pari a circa 420 milioni di euro.

Appare necessario, in un momento che per lo meno nell’immediato futuro vede il nostro paese in recessione, iniziare a pensare che per quanto la moratoria possa essere una mano santa per coloro che riescono ad accedervi, purtroppo si tratta solo di un temporaneo pagliativo che, allevia i dolori ma non cura la malattia.

Quello che infatti preoccupa è cosa succederà a tutti coloro che, scaduto il periodo di sospensione (12 mesi), non avranno ancora risolto i problemi di reddito; servono politiche volte ad incrementare la crescita del paese per dare posti di lavoro sicuri e più duraturi nel tempo, altrimenti non si va da nessuna parte.

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