Che il nostro paese sia ancora nel bel mezzo della crisi e che abbia appena superato l’emergenza ce l’ha ricordato pochi giorni fa il premier Monti, e questo, oltre ha determinare tutta una serie di problemi sui consumi, ovviamente incide negativamente anche sul settore immobiliare.

Proprio dell’immobiliare vogliamo parlare andando ad analizzare quei fattori che maggiormente incideranno in modo significativo sull’eventuale ripresa, ad oggi timidamente prevista per il 2013.

Intanto i dati sulle compravendite e sulle quotazioni parlano chiaro, il numero delle transazioni effettuate nel 2011 dovrebbe aggirarsi nei dintorni delle 600 mila circa, livelli del 1998, mentre i prezzi in alcune zone hanno tenuto meglio, ma in linea generale sono scesi del 2%.

Il fattore fondamentale che ha inciso notevolmente su questo trend di mercato è senza dubbio il mutuo, diventato molto difficile da ottenere anche quando si è lavoratori a tempo indeterminato con buone garanzie; il problema in questo frangente è che le banche, anche dopo la liquidità concessa dalla BCE, hanno pochi soldi da prestare per un discorso di aumento della loro patrimonializzazione richiesto dall’Eba.

In secondo luogo la non volontà degli istituti di prestare denaro potrebbe essere ancora più incentivata dai mercati finanziari che certamente per il momento non ci tengono più sott’occhio, ma questo non significa che tra sei mesi la situazione potrebbe di nuovo cambiare con un’impennata dello spread ad oggi nei dintorni dei 300 punti.

Infine, ma non meno importante, ci sono le nuove tassazioni sugli immobili, stiamo parlando dell’Imu, da pagarsi per tutte le proprietà abitative, e non solo, prime o seconde case che siano.

Questa nuove bastonata sta mettendo in moto tutta una serie di compravendite operate da quelle persone che, per paura di non farcela con tutte queste tasse, tenta di vendere la seconda casa; quello che ancora non si capisce è chi comprerà queste abitazioni.

Insomma un quadro generale tutt’altro che buono per lo meno nell’immediato, anche se già nel 2012 vengono registrati alcuni timidi segnali di un miglioramento delle condizioni economiche dei mutui (per esempio Cariparma ha ridotto gli spread) e di propensione all’erogazione degli stessi, certo c’è ancora molta strada da fare, questo sarà un’anno difficile per tutti.

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