Il comparto immobiliare come è ormai di dominio pubblico non sta vivendo momenti magici ma anzi si può dire che è praticamente allo stallo completo, colpa sia la crisi economica che vede ridursi sempre più la capacità economica delle famiglie, sia la poca voglia delle banche di erogare mutui a condizioni accettabili.

Ma quando la crisi sarà passata quali saranno i fattori che maggiormente incideranno sull’andamento di questo settore?

Sicuramente molteplici, ma uno tra quelli che più inciderà, sopratutto in termini di smaltimento dell’attuale invenduto, sarà la prestazione energetica dell’edificio.

Proprio ieri sera su Rai tre a Report è stato messo in evidenza come la stragrande maggioranza degli edifici, anche edificati da pochissimi anni, non siano stati progettati con criteri volti al risparmio energetico, sia per quanto riguarda la produzione di energia da fonti rinnovabili, sia per quello che concerne la coibentazione e quindi lo spreco della stessa energia.

Nello stesso tempo si è mostrato come invece con degli accorgimenti da mettere in atto in sede di costruzione si possano pagare un decimo delle bollete che siamo abituati a corrispondere di solito, attraverso tecniche di isolamento termico e di coogenerazione dell’energia di cui si ha bisogno.

La “bella” sorpresa, per tutti quei costruttori che continuano ha progettare senza preoccuparsi dell’ambiente o che lo hanno fatto negli ultimi anni, è che per edificare una costruzione di ottima classe energetica il costo in più al metro quadro rispetto alla classico edificio è solo di cento euro.

Allora la domanda sorge spontanea, chi sarà disposto a comprare tutti quegli immobili, già recentemente venduti o ancora invenduti, con prestazioni energetica di basso livello quando il top costa praticamente uguale? Ovviamente nessuno.

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