In una società civile bisognerebbe garantire a tutti i diritti fondamentali, tra i quali alcuni dei più importanti sono il lavoro e la casa, ma in Italia non sembra affatto che la situazione vada in questa direzione in quanto sia la ricerca di un’occupazione che l’acquisto di un’immobile stanno sempre più diventando utopia.

Nel secondo caso, e anche quando un lavoro si ha, due sono gli ostacoli che, specialmente per le giovani coppie, divengono insormontabili; il primo è caratterizzato dalle difficoltà di accesso al credito che non accennano a diminuire, tranne qualche piccolo segnale da parte di una minoranza di istituti, ed il secondo dalla ridotta capacità di risparmio delle persone, che impedisce alle stesse di mettere da parte una somma da dare in acconto per l’acquisto della prima casa.

Ecco quindi che, anche quando magari si hanno i requisiti reddituali e la banca sembra interessata ad erogare, sorge un’altro problema, quello del loan to value.

Si tratta della somma di denaro che la banca è disposta a finanziare in funzione del totale valore del bene da ipotecare; ad oggi si è già molto fortunati se si riesce a farsi deliberare un’80% ma non è affatto facile a meno che non si disponga di garanzie più che capienti.

Se poi si prova a chiedere il 100% allora la risposta sarà negativa nella quasi totalità dei casi anche se tentare non nuoce. Questo ovviamente, considerando il costo medio di un’abitazione in Italia e specialmente nelle grandi città, non aiuta la ripresa del mercato in quanto difficilmente i potenziali acquirenti disporranno di un’acconto adeguato.

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