Uno dei principali indici di riferimento per i mutui a tasso variabile, l’Euribor, non arresta la sua discesa che lo ha visto dal luglio 2011 ad oggi, praticamente dimezzato quello a un mese (oggi è 0,70%), e sceso dall’1,60% al 1,11%, quello a tre mesi.

Prima di vedere cosa comporta tale riduzione in termini di costo per il finanziamento ipotecario, è necessario ricordare che questo indice rappresenta la media dei tassi con i quali avvengono le operazioni finanziarie in euro delle principali banche europee, infatti letteralmente la sigla significa “Euro Interbank Offered Rate.

Gli attuali livelli di questo indice stanno allargando la forbice che c’è tra la rata di un mutuo a tasso fisso e quella regolata come su detto; facciamo un esempio pratico.

Considerando per esempio i migliori prodotti offerti dalla Mutuisupermarket in data odierna, che sono rispettivamente quello di BNL a tasso fisso, e quello di Che bnaca per il variabile, ed ipotizzando un’erogato di 140 mila euro da rimborsare in 240 mensilità (20 anni), la differenza tra le due rate è di ben 152 euro, 1019,22 la prima e 866,93 la seconda, con Taeg specifici del 6,59% e del 4,51%.

Già da questo punto di vista è lampante il risparmio che si può avere, almeno a breve gettata, dal mutuo indicizzato, che si attesta ad un livello tale da giustificare il maggiore rischio dovuto alle eventuali oscillazioni dei mercati, che invece nel caso del fisso non esiste.

Le previsioni per il 2012 e 2013, danno come probabile una continuazione, o comunque il suo mantenimento, del trend attuale, anche se quando si parla di economia non ci sono certezze matematiche.

Ipotizzando però che almeno per i prossimo due anni, tali indici rimarranno più o meno alle quote registrate in questo periodo, tutto il risparmio avuto in un’ipotetico biennio di rimborso, a queste condizioni, vale comunque la pena di correre i rischi del caso, e va inoltre sempre ricordato che nel caso in cui si assista ad eccessivi aumenti c’è sempre la possibilità di rinegoziare il contratto passando al tasso fisso.

Concludiamo col dire che, i dati e le previsioni riportate nell’articolo sopra, sono da considerarsi puramente indicativi, e si consiglia al potenziale mutuatario di rivolgersi sempre a professionisti del settore che esaminado la specifica situazione potranno trovare la migliore strada percorribile.

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