Sembrerebbe che finalmente si veda un po di luce in questo mercato creditizio che negli ultimi otto dieci mesi è stato caratterizzato da commissioni bancarie a livelli a dir poco onerosi, in media di 350 punti base.

Già il principale indice, Euribor, che regola i tassi variabili, sia a tre mesi che a un mese, ha intrapreso un trend a scendere che vede oggi rispettivamente il primo a quota 0,99% circa ed il secondo allo 0,57%.

Questo si tradurrà in primo luogo in una riduzione per coloro che stanno già rimborsando il mutuo (in modo più significativo per chi è all’inizio dell’ammortamento), e con una probabile discesa degli spread anche per i nuovi aspiranti mutuatari.

Se fino ad ora tutti i principali indici che regolano i mutui sono rimasti bassi ma senza incidere positivamente sul costo finale a causa degli spread elevati, secondo voci di corridoio da marzo prossimo, cioè da domani o comunque nei prossimi giorni, dovrebbe iniziare una costante se pur lenta discesa degli stessi che dovrebbe gradualmente normalizzare la situazione, con tutte le conseguenze positive che tale meccanismo auspicabilmente causerà.

Per primo sarà il mercato immobiliare a beneficiare del nuovo andamento che probabilmente subirà un’incremento delle transazioni derivante anche da un minore sconto applicato dai venditori sulla richiesta iniziale che faciliterà le compravendite.

In secondo luogo una volta che si siano ridotti i costi d’interessi sul mutuo, plausibilmente dovrebbe registrarsi un ingente aumento di surroghe effettuate da tutti quei consumatori che, anche nel periodo di rialzi, hanno comunque acceso un mutuo; pensiamo a tutti quelli con un compromesso stipulato a cavallo della crisi e che si sono ritrovati a corrispondere una rata maggiore rispetto a quella preventivata.

Ricordiamo però che, anche con una prospettiva di probabili ribassi del costo sul credito ipotecario, se non cambiano le severe politiche di selezione degli istituti verranno vanificati tutti gli argomenti di cui sopra.

Stando comunque alle indiscrezioni su dette, le riduzioni sugli spread che si dovrebbero registrare nei prossimi trenta giorni saranno nell’ordine dello 0,3-0,4%; se quindi oggi, per esempio Cariparma offre un prodotto variabile come riportato sul sito della Mutuionline, con uno spread del 2,60% (20 anni di rimborso) che con l’aggiunta del parametro a tre mesi arriva al 3,59%, con l’eventuale ribasso per la prima volta dopo quasi un’anno si potrebbe tornare a poter fruire di tassi variabili di poco più del 3% totale circa o anche al di sotto.

Staremo a vedere nei prossimi giorni cosa succederà; per quanto riguarda le previsioni sugli Euribor in considerazione dei future quotati sul mercato Liffe londinese, che danno una fotografia di come probabilmente si muoveranno tali indici, l’indicazione li vede ancora in ribasso e comunque al di sotto dell’1% almeno per i prossimi due anni; si parla comunque di previsioni non sempre attendibili al 100%.