Sarà colpa della crisi e dell’incertezza che porta con se, del fatto che il popolo italiano quando si tratta della casa vuole la sicurezza nel futuro o ancora della poca propensione al rischio che i nostri concittadini manifestano, fatto sta che in termini di mutui quello sicuro per il quale l’importo della rata non cambia mai, cioè il tasso fisso, è ancora maggiormente richiesto rispetto ad altre tipologie che certamente sono meno onerose e che se ben pianificate possono portare negli anni a cospicui risparmi.

Infatti secondo uno studio effettuato dal broker Mutui.it questa tipologia di contratto è quella che riscuote maggiore successo; questi dati sono scaturiti da una statistica fatta su oltre 400 mila preventivi richiesti solo negli ultimi mesi.

Certamente per chi si accinge ad accendere il mutuo vale la pena di notare come, se si optasse per un’altro tipo di contratto, considerata anche l’ipotesi di un’eventuale surroga nel caso in cui le condizioni economiche del finanziamento divengano troppo onerose, il risparmio in denaro al quale si andrebbe incontro non è poca cosa; facciamo degli esempi pratici.

Prendiamo in esame un’ipotetica richiesta di euro 140 mila da rimborsare in 20 anni e vediamo quali sono i rischi benefici delle altre tipologie di contratto rispetto a quello a tasso fisso.

Prendendo in esame lo stesso istituto di credito, BNL Paribas, e tralasciando le spese correlate che comunque incidono ma non in modo così drastico come invece il maggiore tasso d’interesse spalmato nel nostro caso su 240 rate, fa, iniziamo dal fisso e vediamo che l’importo della rata che ci da maggiore sicurezza perchè sempre la stessa è di euro 1013 circa, che moltplicato l’intera durata del piano di rimborso da circa 243 mila euro totali pagati.

Per la stessa richiesta in termini di erogato, se scegliessimo, a discapito della certezza assoluta, per esempio un tasso misto, che oggi, molto sottovalutato rappresenta solo il 2% delle richieste, nel caso della BNL potremmo fruire per i primi 24 mesi di una rata ridotta regolata in base Euribor a 1 mese, pari ad euro 835 circa, e quindi rispetto al tasso fisso solo nel primo biennio avremo un risparmio di circa 4000 euro, che non sono pochi.

Terminato tale periodo il tasso d’interesse applicato tornerà fisso ed alle condizioni prestabilite alla stipula del contratto che sono le medesime del tasso fisso normale descritto sopra.

L’unico inconveniente che si portebbe presentare, e che vanificherebbe il risparmio possibile, è un’aumento nei 24 mesi iniziali dell’indice di riferimento tale da determinare un maggiore costo rispetto al tasso fisso; ma questa possibilità è piuttosto remota, e va considerato inoltre che l’indice invece di aumentare potrebbe anche ridursi, anche se plausibilimente non di molto visto già l’attuale livello ai minimi storici.

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