Tutti coloro che si sono affacciati al mondo del credito ipotecario da circa un anno, si saranno senza dubbio accorti di uno strano fenomeno, che è quello che vede i tassi finiti dei mutui per la casa in continuo aumento nonostante i principali indici di riferimento, Euribor, Irs e BCE siano molto bassi.

Questa situazione, come più volte ripetuto dai vari media, è dovuta alle commissioni applicate dalle banche, gli spread, che dall’inizio del del 2011 ad oggi si sono in media quasi triplicate, passando dall’1% o poco più, a punte anche maggiori del 5%.

In merito a questa situazione due associazioni dei consumatori, Adusbef e Federconsumatori, hanno fatto presente che, secondo loro, si tratta di escamotage delle banche per non intaccare i propri guadagni in funzione di una forte riduzione dei mutui erogati che infatti a gennaio 2012 rispetto allo stesso periodo del 2011 sono in calo del 44%; è stata così chiesta dalle due associazioni una verififca della situazione da parte sia dell’Antitrust di concerto con Bankitalia e governo.

L’altra faccia della medaglia sono gli istituti che spesso hanno in pancia una marea di titoli di stato, che come sappiamo hanno perso valore negli utlimi tempi, ed inoltre vivono anche loro un momento particolare derivato anche dall’aumento delle sofferenze scaturite dalla crisi, sia di famiglie che di imprese, che di conseguenza hanno dato luogo ad una micidiale stretta creditizia.

Morale della favola le banche non stanno rientrando degli interessi sui capitali prestati, e non vogliono più rischiare con clienti non sicuri al 100%.

Per quanto riguarda invece lo specifico settore dei finanziamenti immobiliari, da gennaio 2011 ad oggi considerando un’erogato di 100 mila euro da rimborsare in 25 anni, la rata è aumentata, sia se si tratti di mutuo variabile che fisso, di circa 80 euro, che spalmati su tutta la durata sono un’aumento tutt’altro che trascurabile.

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