Nota positiva dal mercato del credito ipotecario indicizzato che vede l’indice di riferimento Euribor a tre mesi sceso sotto la soglia dell’1% costo del denaro attualmente indicato dalla Banca Centrale Europea.

Questo purtroppo non porterà sensibili benefici economici per coloro che si stanno accingendo all’accensione del mutuo in data odierna, considerati gli spread applicati dalle banche ancora alle stelle; ma darà un po d’ossigenoo a quei mutuatari che stanno già rimborsando un variabile, e che avranno un po di liquidità in più da spendere, e questo certamente non fa male all’economia italiana.

Siamo ancora tutti in attesa che la minore tensione sui titoli Btp, si traduca in una riduzione delle commissioni sui mutui, che ancora oggi segnano una media di spread applicati nei dintorni del 3,50%, anche se i principali operatori del settore danno sentore di una situazione che vede dopo parecchi mesi una timida riduzione di alcune offerte in termini di spread.

A cercare bene tra i vari broker disponibili sul web si possono comunque trovare prodotti variabili con commissioni anche del 3% per piani d’ammortamento ventennali e che arrivano al 3,30% per trenta anni di rimborso, ma ce ne sono anche molti caratterizzati da spread elevatissimi fino al 4,50%.

Infine questa riduzione dell’Euribor avrà positivi effetti, come già su detto, per quelle persone che stanno già rimborsando il debito, ma in minore misura per coloro che sono già a buon punto, per esempio a metà della durata, in quanto come previsto dai principali piani d’ammortamento al decorrere degli anni si riduce la quota interessi della rata a vantaggio di quella capitale.

In pratica possiamo dire che godranno della maggiore riduzione derivata dal calo Euribor tutti quei soggetti che hanno stipulato il contratto non da molti anni e comunque in date antecedenti all’inizio della crisi, quando gli spread erano ancora nei dintorni dell’1,30%.

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