Secondo l’inchiesta trimestrale elaborata di concerto tra Banca d’Italia, Agenzia del Territorio e Tecnoborsa relativa nello specifico agli ultimi tre mesi dell’anno passato, il mercato immobiliare nel nostro paese è caratterizzato da una generale debolezza.

In base ai dati raccolti (solo riferiti alle transazioni effettuate con l’intervento del mediatore) dalle agenzie che hanno collaborato alla stesura di questa analisi economica, si evince come, in primo luogo, si siano estesi i tempi per effettuare la compravendita in concomitanza con un’incremento degli incarichi a vendere acquisiti dai professionisti; sia continuato il pessimismo sulle prospettive future sul settore sia a breve che a medio termine, si concludano un maggior numero di operazioni con tassi di sconto più ampi rispetto alle richieste iniziali e si riscntrino maggiori difficoltà per accendere il mutuo.

Vediamo ora le statitistiche nei specifici casi; per quanto riguarda le quotazioni dei prezzi gli agenti che segnalano una riduzione sono ancora in crescita rispetto al precedente trimestre, passando dal 51,2% (dato già elevato( al 66,5%, quindi sembrerebbe che i prezzi stiano scendendo.

Ad un ribasso dei prezzi corrisponde anche un’aumento del numero delle compravendite, infatti sono in aumento gli agenti che segnalano di avere, negli utlimi mesi del 2011, concluso una trattativa; il 72,1% sostiene questa tesi, contro il 65,5% del precedente trimestre. Mentre se si paragona il dato allo stesso periodo dell’anno 2010, è in calo di tre punti percentuale.

Si riscontrano notevoli difficoltà da parte degli acquirenti nell’ottenere il mutuo, e questo ha portato ad un aumento delle scadenze degli incarichi per la mancata delibera del potenziale acquirente. Infatti anche il dato sugli acquisti effettuati con l’intervento della banca si sono ridotti rispetto al terzo trimestre passando dal 67,1% al 63,7%.

Infine anche tempi di vendita e i sconti sul prezzo iniziale sono aumentati rispettivamente, il primo passato da una media di 7,1 a 7,6 mesi, ed il secondo dal 12,5% al 13,7%.

L’ultimo dato, in realtà quello che ha subito maggiore espansione, è riferito alle prospettive, su livello nazionale, degli agenti sul futuro a breve è aumentato dal 43,1% al 61%.

Questo report viene realizzato a partire dal 2009, e per questa edizione sono stati intervistati 1522 agenti. Maggiori informazioni qui.

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