Per chi non vuole rischiare di vedere la rata del proprio mutuo aumentare anche in modo considerevole nel corso del piano di rimborso, l’unica vera soluzione che esclude completamente questa possibilità è il finanziamento ipotecario a tasso fisso, cioè quel tipo di contratto che stabilisce in sede di stipula dell’atto l’importo della rata, che rimarrà lo stesso per tutta la durata, sia essa 10, 20 0 30 anni.

Il più classico dei mutui insomma, senza opzioni, senza pericoli e con la sicurezza futura di sapere in anticipo quali saranno le nostre uscite mensili, proprio come il prestito oggetto della presente recensione che non comporta nemmeno spese aggiuntive oltre quella della rata.

Si tratta di un prodotto di Webank dedicato solo all’acquisto della prima casa, destinato a persone residenti in Italia da almeno tre anni e che alla scadenza del mutuo non abbiano varcato la soglia del settantacinquesimo anno d’età.

Prevede durate del piano d’ammortamento che vanno dai 10 anni fino ai 30 e comporta una rata mensile composta da due fattori, il primo l’Irs pari alla durata del mutuo richiesto (rilevato il giorno 20 del mese precedente alla stipula da Bloomberg), ed il secondo lo spread, cioè la commissione della banca che varia in funzione sia dell’importo erogato che del loan to value (percentuale finanziata rispetto al totale valore dell’immobile) ed anche in base alla durata del contratto.

Se per esempio consideriamo una richiesta di euro 150 mila su un valore totale di 220 mila euro (ricordiamo che la massima percentuale finanziabile per questo prodotto è il 70%), da rimborsare in 30 anni, questa situazione comporterà per il mutuatario una rata mensile di euro 884 circa, con un Taeg del 6,03% (tasso finito 5,84%), ed uno spread del 3,30%, che potrà subire riduzioni se la parte contraente decide di annettere al contratto delle polizze assicurative aggiuntive sulla vita.

Come da titolo invece, le spese aggiuntive per l’istruttoria della pratica, la perizia immobiliare e l’assicurazione incendio e scoppio sono pari a zero euro e, a proposito di questo, si noti come il Taeg (cioè quella percentuale che ingloba anche eventuali costi correlati) è superiore al tasso finito (Tan), solo perchè con una recennte direttiva europea (direttiva 2008/48/CE) dal primo giugno 2011 l’imposta sostitutiva va calcolata ai fini del Taeg.

Tale imposta per l’acquisto della prima casa è pari allo 0,25% del capitale erogato, che verrà messo a disposizione della parte venditrice al netto della stessa con modalità contestuale alla stipula del rogito, ma solo se sussistono le condizioni di non fallibilità del venditore, altrimenti si avrà il consolidamento dell’ipoteca.

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