Fondamentalmente le strade che si possono percorrere, quando si tratta di accendere un finanziamento per acquistare la casa tralasciando prodotti particolari come i contratti con tetto massimo o a durata variabile eccetera, sono due, il tassi fisso e quello indicizzato.

La differenza sostanziale tra i due tipi è la solita, e cioè quella che vede il mutuatario essere sicuro e tranquillo con la prima tipologia, e soggetto alle oscillazioni di mercato con la seconda.

Infatti e noto come il più classico mutuo fisso comporta per tutta la durata del piano d’ammortamento una rata sempre uguale, che permette al contraente di avere il monitoraggio delle proprie uscite in modo preciso al centesimo, mentre il variabile, benchè meno oneroso del suo parente, non potrà darci la tranquillità che molti, in periodi ci incertezza finanziaria come questo, ricercano.

C’è da sottolineare però un’aspetto non poco importante, e cioè il fatto che il mutuo sicuro ha dei costi molto più elevati in termini d’interessi corrisposti alla banca; vediamo quindi, in soldoni, quale è oggi la differenza vera, tra i due piani di rimborso.

Prendendo in esame lo stesso istituto, per esempio Iw Bank, e supponendo in entrambi i casi una richiesta di mutuo di euro 150 mila da rimborsare in 20 anni, il tasso fisso comporterebbe una rata mensile di 1065 euro, mentre quello variabile di “soli” 920 circa.

Può non sembrare molta la differenza tra i due, specialmente per chi predilige la tranquillità, ma in realtà se si va a verificare il gap sul capitale rimborsato spalmato su tutte le 240 rate previste, il conto è presto fatto.

Alla fine del contratto nell’opzione fissa avremo corrisposto alla banca a fronte dell’erogato su detto 255600 euro, mentre con il variabile tale quota si riduce a 220800, con una differenza, tutt’altro che trascurabile, di ben 34800 euro, cioè un’acconto medio che solitamente viene versato come caparra per l’acquisto dell’immobile.

Stando così le cose, è chiaro che prima di effettuare la scelta definitiva, sembra necessaria un’ulteriore riflessione, per rendersi conto se la cifra su detta veramente vale la tranquillità che offre, considerato anche che, nel caso in cui si opti per un variabile con un’ipotetico andamento al rialzo, esiste sempre la possibilità di rinegoziare il contratto per passare al fisso.

Infine va ricordato che, in un periodo che vede il mentenimento del posto di lavoro un’ipotesi non proprio scontata, per avere la vera tranquillità, chiamiamola integrale, l’unica vera soluzione è quella di aggiungere, come molte banche oggi richiedono, una polizza assicurativa multirischi che tuteli il mutuatario, sia in casi di perdita del lavoro che di inabilità allo stesso; questo ovviamnete farà aumentare ancora il già elevato costo del mutuo visto che assicurazioni del genere, dette credit protection insurance, vengono offerte dagli istituti a prezzi a dire poco non convenienti, nell’ordine del 6-8% dell’erogato richiesto.

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